Entries Tagged 'Maurizio di Maggio' ↓

Tutto il glamour di GLAMROOM

Una nuova superfice espositiva collegata da navette con la parte della Fiera di Vicenza dove si svolge Choice. Ecco cos'è Glamroom, un ambiente omogeneo dove esporre prodotti di tendenza.

Chi l'ha concepita è un simpatico architetto che definisce il suo lavoro come "il compito di fare bello ciò che è brutto". In effetti un capannone industriale non ha nulla di affascinante ma quando lo si trasforma in un ambiente colorato, vestendo le colonne come fossero abat-jour, usano le tinte di tendenza per creare dei salottini tra gli stand dove sedersi e fare business o semplicemente scambiare idee, creando una cascata di riccioli d'oro sul soffitto della lounge, allora anche un capannone industriale diventa glamour all'ennesima potenza. E questa era l'intenzione dell'Architetto Aldo Cibic dello studio Cibic & Partners.

Choice

Fino a mercoledì 10 settembre alla Fiera di Vicenza è in corso CHOICE. Gli addetti ai lavori del settore dei gioielli e dell’oro sanno di cosa si tratta: vengono da tutte le parti del mondo per acquistare i prodotti che vedremo scintillare nelle vetrine sotto Natale.
Ho visto dei gioielli bellissimi, assolutamente inarrivabili, che sono quelli che si vendono di più! E’ assurdo ma è così. Ci sono comunque anche gioielli molto più abbordabili, anzi nel padiglione nuovissimo GLAM ROOM, molto glam, si trovano i gioielli di design si possono indossare e che costano come un vestito…E come un vestito passata la moda non si portano più. Comunque in questo universo di cose scintillanti ho incontrato diversi volti noti dello spettacolo che sono testimonial di linee di gioielli. Li vedrai nei prossimi post.

Battesimo sull’Isola Madre

Sabato 6 settembre nella cappella privata dell'Isola Madre, sul lago Maggiore, è stato battezzato in forma strettamente privata il piccolo Oceano, il secondogenito di Lavinia Borromeo e John Elkan, che in quella minuscola chiesetta si erano sposati. Una meraviglia di posto, creato con amore e per amore. Ecco la storia delle Isolee Borromee raccontata dal loro direttore Riccardo Russo



Battesimo sull’Isola Bella

Sabato 6 settembre nella cappella privata dell'Isola Bella, sul lago Maggiore, è stato battezzato in forma strettamente privata il piccolo Oceano, il secondogenito di Lavinia Borromeo e John Elkan, che in quella minuscola chiesetta si erano sposati. Una meraviglia di posto, creato con amore e per amore. Ecco la storia delle Isolee Borromee raccontata dal loro direttore Riccardo Russo



Surf in Monaco


Ma non Monaco Principato! Il fiume artificiale Eisbach a Monaco di Baviera attraversa un parco pubblico e in prossimità di un ponticello crea un'onda fissa di circa un metro. Tutti i surfers della Baviera si danno appuntamento lì per allenarsi.

Nulla

Una bicicletta rivoluzionaria: senza catena, senza raggi e forcelle. Ma con cambio automatico che entra in azione appena si affronta una salita. I pedali trasmettono il movimento alla ruota attraverso un meccanismo nascosto nel telaio. I freni agiscono direttamente sugli ingranaggi che danno il movimento alle ruote. Anche se non sono un pedalatore, l'oggetto mi intriga, apprezzo il concetto rivoluzionario del designer Bradford Waugh

Sei macho abbastanza?

Per tutti i maschi che considerano le donne come oggetti ecco un link interessante. Si intitola "mise à nu" e basta puntare il mouse perchè il sogno di ogni macho si avveri. Se poi clicchi con il tasto sinistro... Ragazze astenersi.

http://www.incident.net/works/miseanu/nues.html

Crocodile car

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Torneo di Tennis dell’Estate al Monte Carlo Country Club, con RMC media partner

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A Monte Carlo i tesori della pittura italiana del XVII e XVIII sec. in esposizione allo Sporting d’Hiver: da Caravaggio a Canaletto



DiMaggio all’assaggio



Cena medievale a Montalto Ligure

Una decina di giorni fa ho partecipato ad una cena medievale, invitato da Matteo e Jackie. Ero curioso di assaggiare i cibi del passato e devo dire che lo chef Ammirati ha fatto un lavorone mettendo insieme tradizioni antiche e gusti moderni.
Tutto nasce dalla leggenda che il borgo di Montalto Ligure sia stato fondato intorno all’anno Mille da una coppia di sposi che si erano ribellati allo “jus primae noctis” imposto dal signorotto locale. I due giovani furono raggiunti da altre coppie ribelli e si formò il paese, nato così dall’Amore. Oggi gli abitanti del luogo interpretano il passato vestendo gli abiti dei personaggi storici. E’ l’occasione per un viaggio nel tempo. Una sfilata tra i caruggi del borgo fa rivivere le atmosfere medievali. Ecco le immagini.





Voladores

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Le immagini che ho girato a Tulum, in Mexico, mostrano un palo di 30 metri con in cima una minuscola piattaforma. Lì sopra stanno appollaiati in 5. Uno che suona il flauto accompagnandosi con un tamburello, gli altri 4 hanno degli abiti coloratissimi e sono legati per i piedi con una corda attorcigliata alla cima del palo. Quando il suonatore smette, i 4 uomini si lanciano nel vuoto e cominciano a roteare…man mano che le loro corde si dis-attorcigliano scendono verso terra facendo dei cerchi sempre più ampi.
I 4 voladores rappresentano il cielo, la terra, il fuoco e l’acqua e il suonatore che rimane sul palo è il Caporale, che suona per attirare l’attenzione del Dio del sole Chichini. I voladores hanno un berretto a cappuccio particolare, con dei lunghi nastri colorati con cuciti degli specchietti che riflettono i raggi del sole mentre loro, appesi a testa in giù, roteano come in una giostra. La corda è attorcigliata per fare esattamente 13 giri a testa che in totale saranno 52 come le settimane dell’anno. Perché la cerimonia è tutto un riferimento simbolico all’anno solare. E’ una tradizione che risale agli indios Totonaches, prima che arrivassero i conquistadores spagnoli. In lingua totonache loro si chiamano KOXNIN che significa il volo dei morti. I voladores adesso si esibiscono per i turisti in questo volo che è molto scenografico…e dopo alcuni di loro passano a chiedere un’offerta. Vengono soprattutto dallo stato del Veracrus, quello che si affaccia sul Golfo del Mexico.
Ma solo i voladores di Papantla hanno conservato questa loro dimensione metafisica di culto del dio sole. Io li ho visti all’uscita del sito archeologico di Tulum, sulla Riviera Maya, e vi assicuro che ci vuole un gran coraggio a fare un esercizio del genere. Oppure bisogna essere davvero convinti di essere protetti dagli dei. Nel limato non vedrete il loro volo. Semplicemente perchè nonostante avessi un'auto quel giorno mi ero aggregato ad un tour in autobus....Gli altri del gruppo volevano tornare in hotel in orario. E così dopo aver aspettato 5 minuti, visto che non si decidevano a spiccare il volo, la maggioranza dei turisti ha insistito per andare e io mi sono perso il Koxnin. Mai più con un gruppo!

Megayachts: chi ce l’ha più lungo

Tra Monte Carlo e St. Tropez il passaggio delle imbarcazioni è seguito dalla sala di controllo del Faro de la Garoupe: sugli schermi lampeggiano gli identificativi dei più grandi e lussuosi yacht al mondo. Più della metà dei megayacht inseriti nella lista dei Top 100 planetari trascorrono l’estate nelle acque della Costa Azzurra.
A partire dal ABDULAZIZ, la nave di 147 metri che appartiene al Re dell’Arabia Saudita, seguito dal più mediatizzato LADY MOURA di 106 metri, appartenente al broker di petrolio saudita Nasser al-Rachid.

E poi il KINGDOM, magnifica barca di 86 metri che un tempo fu il Nabila ed il Trump Princess, ora di proprietà del principe Al Waleed.
Dalla dinastia del petrolio a quella dell’informatica con le tre imbarcazioni di Paul Allen, il socio di Microsoft, che possiede l’OCTOPUS, il Tatoosh e il Meduse, seguito dal nuovo zar dei mari, il russo Abramovich che è l’attuale proprietario del filante PELOROUSSE di 115 metri e dei più piccoli EXTASEA e SUSSURRO, un 50 metri, mentre il GRAND BLUE di 112 metri è passato al suo vicino di villa al Cap d’Antibes, il russo Keirimov. Tra i russi che amano la Costa Azzurra anche l’oligarca Vladimir Potanin che ha chiamato ANASTASIA in onore della figlia, campionessa mondiale di aquabike, il magnifico Oceanco di 75 metri dalla chiglia blu che a bordo ha un gigantesco acquario di pesci tropicali.

Tra quelli che vantano più metri anche la miliardaria tedesca Heidi Horten che ha chiamato CARINZIA VII il suo magnifico 97 metri di stanza ad Antibes, Frank Lowy, ricchissimo australiano, che possiede l’ILONA di 74 metri, Larry Ellison, l’americano fondatore di Oracle, l’undicesimo uomo più ricco del mondo, proprietario del RISING SUN di 138 metri.

Mentre L’INDIAN EMPRESS di 95 metri appartiene al nababbo indiano Vijav Mallya e il KOGO, un 72 metri di costruzione francese è dell’industriale degli orologi TAG Mansour Ojjeh.
In questa parata di ultra-barche sulla Costa Azzurra manca solo l’attuale yacht più grande del mondo, che però non ha mai navigato nelle acque del Mediterraneo: è il 162 metri DUBAI appartenente all’Emiro Al Maktoum di Dubai.

Megayachts: i più lunghi

Tra Monte Carlo e St. Tropez il passaggio delle imbarcazioni è seguito dalla sala di controllo del Faro de la Garoupe: sugli schermi lampeggiano gli identificativi dei più grandi e lussuosi yacht al mondo. Più della metà dei megayacht inseriti nella lista dei Top 100 planetari trascorrono l’estate nelle acque della Costa Azzurra.
A partire dal ABDULAZIZ, la nave di 147 metri che appartiene al Re dell’Arabia Saudita, seguito dal più mediatizzato LADY MOURA di 106 metri, appartenente al broker di petrolio saudita Nasser al-Rachid.

E poi il KINGDOM, magnifica barca di 86 metri che un tempo fu il Nabila ed il Trump Princess, ora di proprietà del principe Al Waleed.
Dalla dinastia del petrolio a quella dell’informatica con le tre imbarcazioni di Paul Allen, il socio di Microsoft, che possiede l’OCTOPUS, il Tatoosh e il Meduse, seguito dal nuovo zar dei mari, il russo Abramovich che è l’attuale proprietario del filante PELOROUSSE di 115 metri e dei più piccoli EXTASEA e SUSSURRO, un 50 metri, mentre il GRAND BLUE di 112 metri è passato al suo vicino di villa al Cap d’Antibes, il russo Keirimov. Tra i russi che amano la Costa Azzurra anche l’oligarca Vladimir Potanin che ha chiamato ANASTASIA in onore della figlia, campionessa mondiale di aquabike, il magnifico Oceanco di 75 metri dalla chiglia blu che a bordo ha un gigantesco acquario di pesci tropicali.

Tra quelli che vantano più metri anche la miliardaria tedesca Heidi Horten che ha chiamato CARINZIA VII il suo magnifico 97 metri di stanza ad Antibes, Frank Lowy, ricchissimo australiano, che possiede l’ILONA di 74 metri, Larry Ellison, l’americano fondatore di Oracle, l’undicesimo uomo più ricco del mondo, proprietario del RISING SUN di 138 metri.

Mentre L’INDIAN EMPRESS di 95 metri appartiene al nababbo indiano Vijav Mallya e il KOGO, un 72 metri di costruzione francese è dell’industriale degli orologi TAG Mansour Ojjeh.
In questa parata di ultra-barche sulla Costa Azzurra manca solo l’attuale yacht più grande del mondo, che però non ha mai navigato nelle acque del Mediterraneo: è il 162 metri DUBAI appartenente all’Emiro Al Maktoum di Dubai.

Jackie O

La nostra Jackie, la status-single per eccellenza, ha trovato l'uomo della sua vita e l'ha sposato ieri in una cerimonia romanticissima nel borgo medioevale di Montalto Ligure, in mezzo agli ulivi della Valle Argentina. La loggia degli Sposi, un antico portico del villaggio, ha accolto la cerimonia civile. Lei era elegantissima in un top nero e gonna bianca, molto anni '50. Lui era in completo grigio chiaro e per una volta tanto senza fascia tricolore, visto che Matteo Orengo è anche il sindaco di Montalto. Dopo la cerimonia, grande festa nella deliziosa piazzetta di San Giovanni. Siete curiosi? E allora cliccate e fate partire il video!

Monte Carlo Country Club

Il Monte Carlo Country Club è considerato uno dei tennis club più belli del mondo. I suoi campi in terra rossa che si affacciano sulla baia incorniciata dai pini marittimi sono teatro dei Master Series ad aprile e nel resto dell’anno sono il terreno di allenamento per i grandi giocatori residenti nel principato. Radio Monte Carlo sostiene dall’inizio il torneo giovanile del Club tra i ragazzi e le ragazze dai 9 ai 16 anni. E io sono andato a rappresentare la radio al momento della cerimonia di premiazione. RMC offriva coppe ai vincitori e sacchetti con T-shirt e gadget a tutti i partecipanti. Mi sono trovato a fianco della Baronessa De Massy, presidentessa del MCCC, a consegnare i premi alle promesse del tennis.

In questa edizione sono stati 265 i partecipanti, in massima prevalenza maschi (110), alcuni provenienti da paesi lontani come l’isola della Reunion, la Svezia, l’Australia. Ad aggiudicarsi la coppa di RMC sono stati Leonardo Zampieri (a dx nella foto) e Emiliano Reverchon. Leonardo, 9 anni, gioca sui campi del MCCC da due, trascinato dalla passione per il tennis che coinvolge tutta la sua famiglia, dai nonni a mamma e papà. Il suo giocatore preferito è Rafael Nadal, vorrebbe diventare come lui. Emiliano è di Vercelli, ha 10 anni e si allena tre volte a settimana, spinto dalla mamma e dal fratello. Ma lui ha anche la passione per il calcio. Ammira Roddick ma vorrebbe diventare un Buffon. Infatti gioca in porta come suo nonno che è stato il portiere della Sampdoria.

Tra gli altri ragazzi italiani presenti nel torneo, buon risultato anche per Cecilia Schiavi di Bordighera, arrivata nella finale delle under 11 e battuta dalla russa Zumashova. Mentre ormai più che una promessa si è rivelato Dario Maturi (foto a dx), vincitore nella categoria 15-16 anni. Gioca da quando ne aveva 8 e la sua è vera passione. Una futura carriera nel tennis? “Ci provo-risponde- è un progetto che mi piacerebbe realizzare quello di passare al professionismo. E di intraprendere una carriera alla Roger Federer, un giocatore molto completo, che ha vinto tutto.”
Questi sono i sogni che i ragazzi inseguono e vivono giocando il torneo supportato da RMC. Un sogno che è ancora più vivido quando nel campo a fianco vedono il numero 3 al mondo Djokovic che si allena, come è avvenuto in questi giorni. Allora il sogno non sembra neanche così irrealizzabile.

Lavanda

Un profumo che sa di biancheria pulita! La lavanda ha virtù rilassanti, perciò si profumano lenzuola e federe alla lavanda: per conciliare il sonno. Questo è il momento della fioritura della lavanda e una bella idea per un week end sarebbe andare in giro per la Provenza a vedere i campi in fiore e osservare la raccolta. Sono 2.000 i produttori e il settore da lavoro a circa 25.000 persone. Nel Sud della Francia 120 distillerie producono 90 tonnellate di olii essenziali di lavanda.
I cespugli di questa pianta che è della stessa famiglia del TIMO e del ROSMARINO vengono coltivati in lunghi filari. Hanno bisogno di molto sole e di niente acqua, quindi gli altopiani assolati sopra la cittadina di APT sono l’ideale per le coltivazione.

E’ dalle parti del Mont Ventoux, la tappa più famosa del Tour de France, che si trova la lavanda migliore.
Si prende l’autostrada da Ventimiglia e si continua fino ad Aix en Provence e oltre. Si esce a Cavaillon e da lì si comincia a visitare il territorio, passando attraverso paesini di pietra come Gordes. Ecco, dietro Gordes, oltre una collina c’è l’abazia di Senanque che è uno dei posti più fotografati di Francia: i filari di lavanda di un azzurro bellissimo corrono verso il campanile romanico dell’abazia. I frati cistercensi sono lì da 1000 anni e creano distillati e infusioni con la lavanda che raccolgono.
Ma anche sopra APT i paesaggi sono bellissimi e si vedono campi di lavanda a perdita d’occhio e si possono visitare diverse distillerie per vedere come il fiore di lavanda viene lavorato. SAULT-EN-PROVENCE (nella foto qui soitto)è il centro più importante della zona, il paese da visitare perché tutte le attività e i negozi sono concentrati lì. http://www.saultenprovence.com/

100 anni Regina!

Il 27 giugno del 1908 si inaugurava il Regina Palace, un sontuoso hotel in stile liberty a Stresa, sul lago Maggiore. Le sue suites e stanze si affacciavano sulle isole Borromeee: l’Isola Bella con i suoi giardini all’italiana, e l’Isola Madre dove già allora troneggiava un magnifico albero esotico, il cipresso del Cashmire. Il Palace ospitò illustri personaggi in vacanza e, nel 1946, anche il primo concorso di Miss Italia. A guerra finita gli italiani ricominciavano a sorridere e a pensare alle belle ragazze. Vinse Lucia Bosè, battendo tale Gina Lollobrigida mentre la 17enne ciociara Maria Scicolone venne eletta Miss Cinema e poi fortunatamente cambiò nome in Sofia Loren. Oggi molte cose sono cambiate ma non il Regina Palace che continua ad essere un hotel come nelle favole, con i suoi lampadari di vetro di Murano, le boiséries pregiate e gli stucchi dorati. E per celebrare i suoi cent’anni l’établissement ha dato una grande festa nel suo salone più bello. Il tavolo numero 31 era particolarmente simpatico e pieno di ascoltatori e ascoltatrici di Radio Monte Carlo, visto che ho ricevuto un brindisi anch'io. Guardate un po’…


Jamiroquai

Grande successo lunedì sera a Monte Carlo per i Jamiroquai, che hanno saputo creare un funky groove unico e avvolgente sul quale far correre i loro brani più famosi. Ero nella balconata VIP (grazie Evelyn! Che fortuna averti incontrata, altrimenti sai dove andavo col mio passo Press…) ad osservare il palco dalla stessa altezza. Sotto la gente ballava sull’asfalto dove durante il Gran Premio sfrecciano le vetture di Formula 1, appena oltre le piscine, sulla darsena sud del porto. Si stava benissimo grazie ad una brezza tesa che arrivava dal mare e dissipava in fretta i fumi del palco. Il frontman Jay Kay per l’occasione sfoggiava un berretto con pon pon e due simpatici codini. La sua voce ha fatto ripercorrere a noi 8.000 spettatori 15 anni di musica spettacolare, coinvolgente, gioiosa. Alla batteria c’è quella macchina da ritmo di Derrick McKenzie che con il percussionista Sola Akingbola e il bassista Paul Turner creano la base del groove funky inconfondibile dei Jamiroquai. Le sonorità del piano Fender di Matt Johnson e le armonie in falsetto di Jay Kay danno il definitivo marchio di fabbrica al sound del gruppo, che ha iniziato sul palco del Porto D’Ercole con precisione britannica, alle 21 in punto, e ha trascinato il pubblico che vibrava all’unisono a richiedere i bis dopo un’ora e mezza di intenso spettacolo.