Note the glass cases fixed to the walls. Shop windows are tiny, or non-existent, so shopkeepers use these boxes to display their wares.
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Eze Village - the Touch
November 16th, 2008 — External contributors
Note the glass cases fixed to the walls. Shop windows are tiny, or non-existent, so shopkeepers use these boxes to display their wares.
Eze Village - the Touch
November 16th, 2008 — External contributors
Note the glass cases fixed to the walls. Shop windows are tiny, or non-existent, so shopkeepers use these boxes to display their wares.
Eze Village - the Touch
November 16th, 2008 — External contributors
Note the glass cases fixed to the walls. Shop windows are tiny, or non-existent, so shopkeepers use these boxes to display their wares.
Rastaman Vibration
November 16th, 2008 — External contributors, PocaCola
Una “festa in casa” come se ne facevano tante negli anni sul finire del 70. Io fumavo facendo finta, senza cioè aspirare, e la cosa creava degli strani anelli di fumo evanescenti che, a un occhio smaliziato, davano la misura della mia ridicola messa in scena. Chinotto, Fanta e CocaCola erano le bevande d’obbligo, mentre i classici bicchierini di carta erano sparsi un po’ dappertutto l’appartamento “ospitante”.
La musica era quella che era.. Un po’ di fratelli La Bionda, un po’ di Cerrone, Disco Duck e qualche sempreverde dei Beatles unito a quelche “lento” che era sempre perfetto per limonare. I maschi ballavano come dei loschi cinghiali muschiati e le femmine con grazia assatanata, sfoggiando spesso una ascella aromatizzata al peperone.
Il fratello grande di una nostra amica faceva il Deejay in una radio di Milano e aveva sempre dei dischi pazzeschi, qualcuno ogni tanto li arraffava dal suo armadio e li buttava sul giradischi. La parola giradischi non la pronuncio dal secolo scorso e mi da i brividi, ma si usava effettivamente quello strano aggeggio per sentire musica nel mesozoico..
“Questa è una figata !”, esclamò quello che se ne capiva di musica giusta, ma più verosimilmente disse “Questa è tosta !” (allora noi gggiovani dicevamo “tosta”, invece di dire “figa” perchè tutto sommato non eravamo ancora pronti per quella cosa lì). Insomma : messo sul piatto quel disco, dalle casse iniziò a uscire una musica davvero pazzesca (forse anche tosta), un ritmo così strano, rasserenante, tranquillo. C’era una chitarra col wha wha, delle percussioni (bonghi ?!) e un tizio che cantava con una voce di carta vetrata ma suadente.
Io corsi a prendere la copertina del disco e diedi un’occhiata alla foto. C’era l’immagine di un uomo di colore con dei capelli che sembravano delle tagliatelle scotte, ma anche molto sporche. Il titolo era “Jamming” di un certo Bob Marley. Ricordo che pensai “..zzo, Ma Bob non è un nome adatto a uno così, dovrebbe chiamarsi, che so.. Mubutu”.
Il mio amico (quello che se ne capiva di musica tosta) disse : “Uè.. testa ! questo è uno forte, fa musica Reggae”, e disse proprio “reggAE” così com’è scritto. Questa musica piaceva molto, sopratutto alle ragazze che, nel frattempo si erano messe a ballare sognanti sulle note di questo tizio con le tagliatelle sporche in testa.
Cos everyday we pay the price with a little sacrifice,
Jammin’ till the jam is throughWe’re jammin’ -
To think that jammin’ was a thing of the past;
We’re jammin’,
And I hope this jam is gonna last.
Abituati alla cassa “in quattro”, ’sta cosa a noi pischelli ci aveva preso un po’ di sorpresa ma aveva un suo perchè, anche se chiaramente non avevamo la più pallida idea di cosa stesse dicendo nella canzone questo strano Bob.
Un mio amico si avvicinò a me che stavo improvvisando una coreografia improbabile su quelle note e mi disse : “Scusa ma: come cazzo si ballo ’sto reggAE ?”. Fu così che nel mesozoico scoprii Bob Marley.
Rome Camp
November 16th, 2008 — External contributors, PocaCola

Qualche tempo fa l’amico senzastile ha lanciato l’idea di una BlogBeer a bordo di un tram storico a zonzo per Roma: la cosa mi è rimasta impressa a tal punto che, quando ho deciso di partecipare al RomeCamp, l’ho immediatamente contattato proponendogli di organizzarla insieme in concomitanza con quell’evento ed offrendogli il supporto del direttivo del FaiQuelCazzoCheTiPareCAMP (che poi saremmo io e la mia socia Dania). Purtroppo, però, per la serata di sabato 22 novembre i tram erano già tutti prenotati. Urgeva un’alternativa.
via Maxime
Questo per dire che settimana prossima (21/23) c’è il RomeCamp, e io ci andrò (da Sabato), ma l’evento stiloso per eccellenza è il giro notturno sul bus a due piani dove tra Dj e chiacchiere avremo un suggestivo punto di osservazione della città eterna. Si, insomma,una di quelle cose che piaciono poco ai misantropi : fotografie, risate, cazzeggi, socializzare, raccontare.. Questa non è “blogosfera” : è festa tra amici.
Si è fatta insistente in queste ore la voce di una puntata straordinaria di “A letto con Dania” in diretta dall’Hotel Pulitzer Sabato sera, con ospiti di un certo livello e caratura (in gran parte ubriachi mi sento di aggiungere). Staremo a vedere, gli aggiornamenti non mancheranno.
Ho conosciuto gli uomini della missione Apollo
November 16th, 2008 — External contributors, PocaCola
Tra tutte le persone che ebbero in gioventù la fortuna di assistere in diretta all’allunaggio dell’Apollo 11 “Eagle” c’era anche un ragazzino che, in seguito a quell’esperienza, maturò una vera e propria passione per la ricerca spaziale e la tecnologia in senso più ampio.
Quel ragazzino, che ho l’onore di conoscere e frequentare da quando avevo quindici anni, si chiama Alberto e negli anni è diventato un uomo e un professionista della televisione, regista ed autore televisivo (..più altre qualifiche che sicuramente mi sfuggono).
Il ragazzo, che insieme a suo padre guardava con ammirazione le immagini in bianco e nero dei primi pionieri dello spazio, ha avuto la possibilità, in età adulta e grazie al proprio lavoro di regista, di conoscere personalmente quegli stessi uomini..
Sto parlando di Mr. Scott (comandante Apollo 15) e Neil Armstrong (comandante Apollo 11 e primo uomo ad aver camminato sulla Luna).
Inutile dire che questa esperienza è stata per lui un momento di grande emozione e intensità, l’affascinante racconto delle sue conversazioni con Scott e Armstrong le trovate in queste pagine..
RMC Motori in podcasting
November 16th, 2008 — External contributors, Stefano Bragatto
Eze Village - Keep Out!
November 16th, 2008 — External contributors
So many tourists visit Eze village - hardly suprising as it's so beautiful. This resident is giving due warning that the staircase is private and doesn't lead to a restaurant or a shop.
A Monte Carlo si corre la No finish line
November 15th, 2008 — External contributors, Stefano Bragatto
Eze Village - Through the Archway…
November 14th, 2008 — External contributors
Ineluttabilità degli eventi
November 14th, 2008 — External contributors, PocaCola
La donna che sopporta da un anno la mia fastidiosa, ingombrante, noiosa, invadente presenza ha (come paventato in passato) aperto un proprio blog, anzi: un Tumblr.
Pur essendo bionda se la cava egregiamente con il computer, così è riuscita a fare tutto da sola, senza assolutamente coinvolgermi. Mi trovo quindi a segnalare una frittata già fatta della quale siete un po’ tutti responsabili.
Ora, io so perfettamente che la solidarietà femminile a questo punto popolerà i commenti a questo post di frasi come : “hai fatto bene “, “evviva”, e ancora : “che meraviglia!”. Sono anche conscio del fatto che, trattandosi di bella gnocca, i commenti maschili saranno : “hai fatto bene “, “evviva”, e ancora : “che meraviglia!”.
Ma, vi prego, non creiamo false illusioni.. sappiamo bene quanto sia difficile la vita qui in trincea ! Tanto per cominciare, appena si è sparsa la voce di “Blond Tumblr” ho già beccato il primo maniaco..
RMC Story: un sito da guardare e ascoltare
November 14th, 2008 — External contributors, Stefano Bragatto
Eze Village - The Waiter
November 13th, 2008 — External contributors
L’annoso problema della suocera
November 13th, 2008 — External contributors, PocaCola
Anche se sei il neoeletto presidente Usa devi fare i conti con la suocera. La 71enne Marian Robinson, madre di Michelle Obama, ha intenzione di traslocare armi e bagagli alla Casa Bianca.
Quell’omino lì avrà già un sacco di pensieri, manca solo che la gagliarda nonnina si metta a gironzolare per la stanza ovale, magari lamentandosi del profumo del deodorande del bagno, o esortando il simpatico Barack a prendersi maggior cura della mogliettina. Obama, a differenza di noi italiani, non si potrà nemmeno avvalere della sentenza della Corte di Appello di Salerno che prevede l’annullamento del matrimonio in caso di suocera troppo invadente.
Ironia della sorte, l’uomo più potente del mondo non può nulla nei confronti di una vecchietta rompicoglioni che, con la delicatezza di un buldozzer, sta già pianificando il trasferimento e il colore delle tendine della propria stanza. Il concetto di “suocera” è assolutamente democratico e politicamente corretto, perchè accomuna tutti, bianchi , neri e “abbronzati”.
Eze Village - the Back Street
November 13th, 2008 — External contributors
Vi presento Pleo, il cucciolo di Luisella
November 13th, 2008 — External contributors, Stefano Bragatto
Eze Village - a narrow street
November 12th, 2008 — External contributors
Il Circo di Mosca sul ghiaccio a Monte Carlo!
November 12th, 2008 — External contributors, Stefano Bragatto
Nokia N82
November 11th, 2008 — External contributors, PocaCola
Dopo i ripetuti salassi ai quali mi ha sottoposto Vodafone, soprattutto per le tariffe legate alla connessione internet, che mi costringevano bimestralmente a versare una cifra analoga a quella necessaria per una rata di un mutuo, ho deciso di passare a 3 e di utilizzare (compreso nel contratto) il Nokia N82.
Passare dal N95 al N82 è un po’ come scaricare la propria moglie per mettersi con la sorella gemella : non ha molto senso. Insomma , il cambiamento se c’è è appena avvertibile.
In compenso la tastiera è inutilizzabile, fatti salvi gli individui con un’età compresa tra i due e i quattro anni.
Io e Vergara, giovani marmotte dell’alienazione
November 11th, 2008 — External contributors, PocaCola
Che i blog si stiano sempre più spostando sui social network polverizzando i loro contenuti nel “microblogging” è un fatto piuttosto evidente e ne parla benissimo Maxime in questo articolo.
E’ un segno dei tempi (compressi ed accelerati) della grande rete che mastica, digerisce ed evacua usi e costumi con la velocità di uno spot televisivo. Se a questo aggiungiamo la legge “antiblog” in preparazione che potrebbe decimare i blogger come gli sfigati abitanti di un formicaio preso d’assalto con una ruspa, ci rendiamo conto di come questo strano, isterico, divertente mondo, sia in continuo cambiamento, e non sempre positivo.
Può capitare così che pezzettini di te siano sparsi su Twitter, sul tuo blog e su Facebook e che qualcuno si prenda la briga di metterli insieme per farsi due sane, legittime, risate o semplicemente per sottolineare una amicizia che nasce dalla rete ma che si sviluppa poi anche faccia a faccia.
Questo è ciò che ha fatto la simpatica Francesca Ferrara, prelevando qua e là pezzetti di Antonio Vergara e miei , unendoli in un post che ci descrive come una strana coppia fatta di differenze e affinità, in pieno stile social network.
ps: il titolo del post è un libero adattamento di una canzone di Sergio Caputo

