Nasa: “Su Marte c’è acqua”
Ora rimane solo il problema di come portarla fin qui.
Ora rimane solo il problema di come portarla fin qui.
La cosa divertente del social network Facebook è che, una volta aggiunto alla lista degli amici di un utente, ti puoi trovare attorniato da personaggi inquietanti..
Il simpatico Leonardo pubblica un video autoprodotto che analizza nel dettaglio le più comuni tecniche per sbarazzarsi delle zanzare. Siccome da queste parti adoriamo questo genere di cose (e siamo pieni di zanzare) con piacere condividiamo il “video manufatto” di Messer Leonardo Cagnolati da Parma.
“Trovate la passione e seguitela -Non troverete la passione nelle cose, né nel denaro, perchè più cose e più denaro avete, più userete queste cose come metro per guardarvi attorno e vedere che c’è sempre qualcuno che ne ha di più. Quindi la passione deve arrivare da qualcosa che vi alimenta dentro”.
La Disney, per cui Pausch aveva lavorato, realizzando uno dei suoi sogni d’infanzia, ha acquistato per 6,7 milioni di dollari i diritti di pubblicazione di una sua biografia, intitolata “L’Ultima Lezione”, scritta con il giornalista del Wall Street Journal Jeff Zaslow.
Questo è il link al video della sua “ultima lezione”, lo trovo di una genialità agghiacciante.
La Computer grafica 3D è basilarmente la scienza, lo studio e il metodo di proiezione della rappresentazione matematica di oggetti tridimensionali tramite un’immagine bidimensionale attraverso l’uso di tecniche come la prospettiva e l’ombreggiatura (shading) per simulare la percezione di questi oggetti da parte dell’occhio umano. Ogni sistema 3D deve fornire due elementi: un metodo di descrizione del sistema 3D stesso (”scena”), composto di rappresentazioni matematiche di oggetti tridimensionali, detti “modelli”, e un meccanismo di produzione di un’immagine 2D dalla scena, detto “renderer”.
Una scena si compone di “primitive” (modelli tridimensionali che non possono essere ulteriormente scomposti); il modo più semplice per organizzarla è quello di creare un array di primitive, ma questo metodo non permette una descrizione più dettagliata della scena, semplicemente “spiega” al renderer come disegnare la stessa. Una tecnica più avanzata organizza gli oggetti in una struttura dati ad albero (scene graph), che permette di raggruppare logicamente gli oggetti (ad esempio, si può quindi replicare più volte un oggetto, avendolo modellato attraverso più patch NURBS raggruppate, all’interno della stessa scena).
Le primitive sono generalmente descritte all’interno del proprio sistema di riferimento locale, e vengono posizionate sulla scena attraverso opportune trasformazioni. Le trasformazioni affini più impiegate, come omotetia, rotazione e traslazione, possono essere descritte in uno spazio proiettivo con una matrice 4×4: esse si applicano moltiplicando la matrice per il vettore a quattro componenti che rappresenta ogni punto di controllo delle curva. La quarta dimensione è denominata coordinata omogenea.
Ad ogni nodo dello scene graph è associata una trasformazione, che si applica anche ad ogni nodo sottoposto, ricreando l’interazione fisica tra oggetti raggruppati (come quella tra un uomo e il suo vestito). Anche in sistemi di modellazione e rendering che non fanno uso di scene graph è comunque generalmente presente il concetto di trasformazione applicata “in verticale”.
Natalie Martinez è una modella americana dalle radici cubane e farà parlare di sè sicuramente.
Qui la sua Gallery completa (via PocaPics)
E’ la zona della percezione tra la veglia e il sonno quella che vivo sotto questo ombrellone. Più che essere disteso sono uniformato al suolo, come succede ad un gelato caduto sull’asfalto rovente d’agosto.
Intorno pochi segnali interessanti.. le chiacchiere delle comari in lontananza, voci alle quali è difficile associare un volto e il monotono suono del mare poco lontano. Torpore, calore, bruciore, tutto si accavalla insieme alle voci dei bagnanti e agli strilli dei bambini che corrono vicino a me schizzandomi addosso acqua gelida di mare.
Me ne resto qui ancora un pò.. immoto e passivo come una ameba malata a godermi la sottile sofferenza, la deliziosa agonia di questa giornata balneare.
Superati i problemi di comunicazione dovuti al fiammante Iphone di Luca (Novecento), siamo riusciti, grazie al vecchio ed obsoleto Skype, a fare i punto della situazione.
L’ottimo Luca ha messo a disposizione il suo bellissimo locale (dove mi dicono i gelati siano squisiti..) per il pomeriggio del 19, la location sarà perfetta per stare tutti in compagnia sorseggiando, sgolosando un gelato o sbronzandosi già dal primo pomeriggio.
Programma :
Naturalmente ogni amico / amica che vorrà intervenire potrà scegliere se esserci solo il pomeriggio , solo a cena, solo cena e pomeriggio, solo per bere, oppure stare a casa ma pensarci, oppure stare a casa e bere tantissimo da solo.
E’ importante per la potente macchina organizzativa sapere CHI sarà presente alla cena in modo che sia possibile risevare i posti necessari. Non dimenichiamo che siamo in Agosto !!!.
Rinfresco la lista dei partecipanti, vi prego di confermare nei commenti quanti siete per la cena.
Rifare tutta la coreografia di Flashdance in stop motion nel tinello di casa, usando un modellino snodabile, è indice di sana pazzia e di genialità.
Rifare tutta la coreografia di Flashdance in stop motion nel tinello di casa, usando un modellino snodabile, è indice di sana pazzia e di genialità.
La notiziona del porno nonno, il Signor Shigeo Tokudo, è una di quelle sciocchezzuole che ci preparano ai temi ancor più beceri dell’agosto imminente.
Però effettivamente fa sorridere pensare a un ex agente di commercio che a 73 anni suonati si è messo a fare il porno attore. Anche perchè possiamo scherzare finchè vogliamo sulle pasticche dell’ammore e sui miracoli della post produzione video, ma questo signore ha fisico (e fiato) da vendere per la sua età.
La casa di produzione sostiene che per i consumatori di film porno over 60, il fatto di vedere un coetaneo come protagonista è motivo di orgoglio e di minor disagio. Tuttavia può anche essere vero il contrario e magari nei nonnini nipponici vedere l’arzillo copulatore rischia di ingenerare profondo senso di inadeguatezza, proprio perchè si tratta di un coetaneo..
In fondo un bel chissenefrega ci sta tutto, anche perchè Mr. Tokudo dichiara che ad ogni film porno che interpreta migliorano le sue performances e che dopo ben 200 film hard girati ad oggi, si sente sempre più in forma, quindi probabilmente sfrutta la propria “sindrome del coniglio” per scopi di mercato e autocelebrazione, ma rimane il fatto che al suo confronto il buon Rocco Siffredi che con 25 anni di meno si è già ritirato dalle scene, sembra quasi uno sfigato..
L’idea mi è venuta così.. Poi parlando con alcuni amici ha preso forma.
Siccome quando c’è da far caciara qui siamo in prima linea, la cosa del Karacamp sta per diventare concreta e vicinissima.
Un gruppo sparuto di blogger provenienti dal profondo nord si incontrerà con altri della zona di Pescara, Chieti e zone limitrofe.. Il tutto nei giorni appena dopo Ferragosto. Un incontro all’insegna dell’amore cosmico, della musica e della buona compagnia.
Stiamo allestendo un Wiki ma forse anche no, pertanto chi volesse palesare la propria presenza e segnalare la propria disponibilità in quel periodo non deve fare altro , per ora, che scriverlo nei commenti a questo post. Segnaleremo i dettagli che sono “work in progress”. La data del convivio è ancora da definirsi ma ragionevolmente sarà in un giorno dal 16 al 24 Agosto, più avanti la decisione.
Allo stato attuale i confermati sono:
Come noterete, la lista temporanea comprende ben quattro illustri “epurati da Blogbabel” ma siccome a noi gli epurati sono simpatici non faremo pesare loro più di tanto lo status di esclusi ma ci limiteremo al massimo a prenderli un po’ per i fondelli. Al tempo stesso evito di spammare i link ai loro blog in segno di sudditanza nei confronti del Signor Babel che mia ha pregiato della prima pagina della classifica e allora mi è diventato di colpo più simpatico.
Ah !! Qualcuno si chiederà il perchè del nome “Karacamp“.
Ma è naturale : perchè si canterà !

Tra Monte Carlo e St. Tropez il passaggio delle imbarcazioni è seguito dalla sala di controllo del Faro de la Garoupe: sugli schermi lampeggiano gli identificativi dei più grandi e lussuosi yacht al mondo. Più della metà dei megayacht inseriti nella lista dei Top 100 planetari trascorrono l’estate nelle acque della Costa Azzurra.
A partire dal ABDULAZIZ, la nave di 147 metri che appartiene al Re dell’Arabia Saudita, seguito dal più mediatizzato LADY MOURA di 106 metri, appartenente al broker di petrolio saudita Nasser al-Rachid.

E poi il KINGDOM, magnifica barca di 86 metri che un tempo fu il Nabila ed il Trump Princess, ora di proprietà del principe Al Waleed.
Dalla dinastia del petrolio a quella dell’informatica con le tre imbarcazioni di Paul Allen, il socio di Microsoft, che possiede l’OCTOPUS, il Tatoosh e il Meduse, seguito dal nuovo zar dei mari, il russo Abramovich che è l’attuale proprietario del filante PELOROUSSE di 115 metri e dei più piccoli EXTASEA e SUSSURRO, un 50 metri, mentre il GRAND BLUE di 112 metri è passato al suo vicino di villa al Cap d’Antibes, il russo Keirimov. Tra i russi che amano la Costa Azzurra anche l’oligarca Vladimir Potanin che ha chiamato ANASTASIA in onore della figlia, campionessa mondiale di aquabike, il magnifico Oceanco di 75 metri dalla chiglia blu che a bordo ha un gigantesco acquario di pesci tropicali.

Tra quelli che vantano più metri anche la miliardaria tedesca Heidi Horten che ha chiamato CARINZIA VII il suo magnifico 97 metri di stanza ad Antibes, Frank Lowy, ricchissimo australiano, che possiede l’ILONA di 74 metri, Larry Ellison, l’americano fondatore di Oracle, l’undicesimo uomo più ricco del mondo, proprietario del RISING SUN di 138 metri.

Mentre L’INDIAN EMPRESS di 95 metri appartiene al nababbo indiano Vijav Mallya e il KOGO, un 72 metri di costruzione francese è dell’industriale degli orologi TAG Mansour Ojjeh.
In questa parata di ultra-barche sulla Costa Azzurra manca solo l’attuale yacht più grande del mondo, che però non ha mai navigato nelle acque del Mediterraneo: è il 162 metri DUBAI appartenente all’Emiro Al Maktoum di Dubai.

Tra Monte Carlo e St. Tropez il passaggio delle imbarcazioni è seguito dalla sala di controllo del Faro de la Garoupe: sugli schermi lampeggiano gli identificativi dei più grandi e lussuosi yacht al mondo. Più della metà dei megayacht inseriti nella lista dei Top 100 planetari trascorrono l’estate nelle acque della Costa Azzurra.
A partire dal ABDULAZIZ, la nave di 147 metri che appartiene al Re dell’Arabia Saudita, seguito dal più mediatizzato LADY MOURA di 106 metri, appartenente al broker di petrolio saudita Nasser al-Rachid.

E poi il KINGDOM, magnifica barca di 86 metri che un tempo fu il Nabila ed il Trump Princess, ora di proprietà del principe Al Waleed.
Dalla dinastia del petrolio a quella dell’informatica con le tre imbarcazioni di Paul Allen, il socio di Microsoft, che possiede l’OCTOPUS, il Tatoosh e il Meduse, seguito dal nuovo zar dei mari, il russo Abramovich che è l’attuale proprietario del filante PELOROUSSE di 115 metri e dei più piccoli EXTASEA e SUSSURRO, un 50 metri, mentre il GRAND BLUE di 112 metri è passato al suo vicino di villa al Cap d’Antibes, il russo Keirimov. Tra i russi che amano la Costa Azzurra anche l’oligarca Vladimir Potanin che ha chiamato ANASTASIA in onore della figlia, campionessa mondiale di aquabike, il magnifico Oceanco di 75 metri dalla chiglia blu che a bordo ha un gigantesco acquario di pesci tropicali.

Tra quelli che vantano più metri anche la miliardaria tedesca Heidi Horten che ha chiamato CARINZIA VII il suo magnifico 97 metri di stanza ad Antibes, Frank Lowy, ricchissimo australiano, che possiede l’ILONA di 74 metri, Larry Ellison, l’americano fondatore di Oracle, l’undicesimo uomo più ricco del mondo, proprietario del RISING SUN di 138 metri.

Mentre L’INDIAN EMPRESS di 95 metri appartiene al nababbo indiano Vijav Mallya e il KOGO, un 72 metri di costruzione francese è dell’industriale degli orologi TAG Mansour Ojjeh.
In questa parata di ultra-barche sulla Costa Azzurra manca solo l’attuale yacht più grande del mondo, che però non ha mai navigato nelle acque del Mediterraneo: è il 162 metri DUBAI appartenente all’Emiro Al Maktoum di Dubai.
Dramma popolare in Atto Unico. Andrea Capanna (Pandizen) è AvventoreUno, Parmino è AvventoreDue, due anonime popolane si prestano al ruolo di BaristaMora e BaristaBionda. E con -anonimo- nel ruolo di Pelato.
[Locanda della Tenera Mary, interno giorno]
(due uomini, AU e AD, si avvicinano al bancone, il locale è deserto)
AD: cortese birraia, potrebbe lei servirmi una bella tazza di caffè? Anzi, facciamo due, che il mio amico sta palesemente anelandone l’intenso aroma!
BB: lesta mi accingo ad accogliere la vostra richiesta.
(vengono serviti i caffè e mentre AU gusta con lentezza, AD trangugia in fretta e si dirige alla cassa)
*in questo punto il manoscritto è rovinato, è presumibile la mancanza di alcune battute*
AD: odo una voce, essa mi chiama, tosto mi appresto a rispondere)
(così dicendo AD esce dalla locanda)
BM (a Pelato): per caso, messere, è in grado di cambiarmi questa banconota con dei pezzi più piccoli?
P: …
AU: cordiale locandiera, con questa moneta saldo il mio debito contratto una settimana orsono.
BM: qual gentilezza, la ringrazio, lei è proprio una persona onesta!
(AU esce dalla locanda per raggiungere AD)
*pagine mancanti*
AD: acciderbola! Le birraie non mi hanno dato il resto!
AU: stupore! Eppure parlai con la donna dai capelli corvini poco dopo la tua uscita! Che disattenzione la mia! Ci hanno turlupinato quelle due!
AD: non crucciarti, le birraie spenderanno quel denaro rubato in purganti.
AU: che donne di malaffare!
*fine del manoscritto*
Gradevole domenica passata a Limonetto nel comprensorio sciistico della Riserva Bianca, posto che ho sempre visto in inverno sommerso dalla neve. Per una volta lontani dai clamori delle spiagge e con addirittura un maglioncino addosso a causa dell’aria di montagna che, nonostante il calendario, era in alcuni momenti piuttosto pungente.
Fa effetto percorrere in salita le piste che normalmente durante l’inverno si fanno in senso inverso e con addosso gli sci.. Questa pazzesca Liguria mi ha ormai abituato a cambiamenti di panorama repentini e al fatto che in mezz’ora di macchina si possa passare dall’odore delle creme solari a quello delle mucche al pascolo in un alpeggio.
Ho avuto il piacere di scoprire un albergo ristorante davvero unico nel suo genere. Formaggi artigianali, cucina di altissimo livello, acqua minerale di produzione propria.. Insomma un piccolo angolo delizioso in mezzo alle montagne con un padrone di casa, Walter, davvero affabile e simpatico.
Il rifugio si chiama Arrucador, e visitando il sito ufficiale potrete avere un’idea della passione e della cura per il dettaglio che i proprietari hanno messo nel progetto.
Altro aspetto positivo della gita è stato vedere tutti insieme appassionati di fuoristrada, parapendio e cavalli popolare un panorama che già di suo aveva dell’incredibile.