Archive for June, 2008

Che pezzo di classifica !!

Ok, Blogbabel riapre !

Blogbabel = Memetracker, aggregatore di notizie, ecc, ecc, ma soprattutto CLASSIFICA dei blog italiani.

Dire che Blogbabel è diventata popolare per tutte le altre funzionalità e non esclusivamente per la CLASSIFICA è un po’ come dichiarare che Monica Bellucci è diventata famosa per la sua ottima recitazione.

Chi dichara il contrario non è in buona fede o prova a prendermi per i fondelli.  Trovo abbastanza singolare che si tenti di spostare l’attenzione dalla classifica di Blogbabel su altre funzionalità, sicuramente interessanti e fruibili, ma che non saranno certo il motivo principale che porterà i bloggers sul portale. Perchè di loro stiamo parlando in fondo, perchè sono loro che con la propria voglia di visibilità e di autocelebrazione hanno decretato il successo di Blogbabel, è umano, ed è assolutamente in linea con i motivi stessi che li hanno spinti ad aprire un blog.

Non mi scandalizzerei per una debolezza di così poco conto e non mi stupirei se qualcuno stesse già affilando le armi escogitando qualche nuovo sistema per risalire la classifica.

Finchè la classifica stessa si baserà prevalentemente sui link in ingresso sarà poco attendibile e molto “pilotabile” e (come logico e giusto) favorirà prevalentemente i pro-bloggers che sono in grado di dedicare al proprio sito parecchie risorse in termini di tempo, disponibilità e trasferimenti..

Cito ancora una volta Roberto Dadda quando dice : “Ci scontriamo col fatto che la misura “dell’influenza” di un blog è una cosa impossibile da fare e non si può basare solo sui link in ingresso. Se noi riportassimo i concetti di Blogbabel o Technorati sul mondo dei giornali il più importante sarebbe l’Ansa che viene citata da tutti.

Vero è che se mi trovassi nei panni degli editor che curano il progetto, probabilmente non saprei trovare altre modalità di valutazione, sempre che non si voglia considerare il voto singolo espresso per alzata di mano..

E allora : mano agli archibugi, fuoco alle polveri !! Io mi preparo alla nuova classifica alla mia maniera e metto in palio 100 link di PocaCola (page rank 5) ai primi 100 che mi linkeranno nelle prossime 48 ore !.

Scherzo ragazzi, naturalmente.. Preferisco essere linkato per meriti sul campo ma soprattutto per i corroboranti contenuti del mio blog, e qui ce ne sono davvero parecchi..


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12 cm sopra il suolo…

Segnalo un post imperdibile delle sempre fulgida Spora Von Paris. Si tratta di un gradevole vademecum sull’utilizzo del tacco alto e sui limiti di tolleranza in base a taglia del piede e altezza. L’approccio tecnico non deve spaventare le principianti.

L’arte della camminata si impara, e si impara sudando e soffrendo: Se non sapete camminare sui tacchi, o peggio: se credete di saper camminare sui tacchi fate attenzione: è una disciplina da non sottovalutare. È una specialità da guerriere dell’asfalto.

..ti elevano al rango di figa intoccabile, nel senso che con la prolunga si sovrastano di 12 cm  la media dei tipi, ma soprattutto delle tipe. Niente di più godurioso che schiacciare letteralmente la concorrenza sotto la nostra testa che scandagliala fauna locale, indisturbata in visione-periscopio.
Soffrite nane malefiche, soffrite.

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Il caldo e la “Matura”

Il caldo, quello vero vissuto in città, evoca nella mia mente i giorni del mio esame di maturità, in una Milano con ancora ben pochi condizionatori, con l’asfalto dei marciapiedi che si schiacciava sotto il peso dei miei passi.

E’ stato molte lune fa, ma il ricordo di quei formidabili giorni e dell’estate che è seguita, mi emoziona ancora parecchio. E non parlo dell’esame di maturità in sè ma del clima di torrido entusiasmo che i miei amici di allora ed io vivevamo all’unisono.

Erano i tempi in cui si faceva commercio di focaccine e pizzette nei minuti di “intervallo” a volte maltrattando un po’ i “primini” che timidi e fin troppo rispettosi venivano quasi obbligati ad acquistare le nostre prelibatezze portate a scuola di nascosto da tutti in un sacchetto di plastica. Erano i tempi della “compagnia” di Piazza Giulio Cesare ed era ormai anche tempo di diventare grandi.

Il caldo di Milano su tutto, spettatore crudele delle nostre ansie di giovanotti e di maturandi, ci dava un motivo in più per soffrire e un motivo in più per unirci. Una settimana di preparazione alla “matura” nella casa di campagna insieme ad alcuni compagni e compagne di classe fu il pretesto per passare giornate goliardiche ma decisamente meno proficue di quanto i miei genitori sperassero. Ricordo di quei giorni in campagna una tresca inaspettata con una mia compagna di studi e la conseguente tensione legata al fatto le la mia fidanzata “vera” (la dolce Valerie, parigina spesso a Milano per studio) sarebbe stata presente agli orali e probabilmente avrebbe conosciuto e interagito con la suddetta compagna di studi.

Inaspettatamente il dover gestire questa problematica “sentimental studentesca” ebbe l’effetto sulla mia mente bacata di alleviare incredibilmente la tensione per l’esame di maturità che mi stava aspettando e di far riaffiorare nozioni e intere “zone” del programma di studio che credevo perse per sempre..

Una strana sicurezza mi colse durante l’orale di Italiano e nella mia mente il ricordo della mia prova ha risvolti epici che il mio cervello continua di volta in volta a rielaborare e ad arricchire di aspetti eclatanti. Sono quasi sicuro di essermi messo in piedi su di una cattedra a declamare il monologo di Antonio dal Giulio Cesare di Shakespeare «Io vengo a seppellire Cesare, non a lodarlo».

Con la “matura” ormai in tasca scappavamo fuori dall’istituto sudati e malconci, felici di poterci ridere sopra e fare gli sbruffoni, come fa ci se l’è vista brutta, scherzando e prendendo per i fondelli professori e secchioni. La mia bellissima 128 era là ad aspettarmi : mi avrebbe portato verso la meritata vacanza e lidi più gradevoli, lontani dalla feroce afa milanese .

Non ricordo come finì con la mia fidanzata francese e con la compagna di classe ma sicuramente nessun incidente diplomatico si verificò in quei giorni. Se per caso dovesse mai leggere questo post la prego di perdonarmi , a distanza di tutti questi anni, per la mia giovanile, ormonale infingardaggine che era molto probabilmente dovuta.. al gran caldo.

photo courtesy: Lull & Rogilde


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La mia settimana a Creta (Nana Beach)

Una settimana è un ridotto spazio di tempo per imparare a conoscere un luogo. E’ però abbastanza per farsi un’idea di un resort.

Il villaggio che ha ospitato le mie bianche chiappe è stato il Nana Beach di Hersonissos (Grecia) All inclusive. Scrivo questo articoletto per futura memoria di tutti coloro che girellando su Google in cerca di informazioni in merito, trovano generalmente soltanto opinioni prezzolate e non proprio coerenti con la realtà. Ecco la cruda cronaca :

La struttura: Non è male, c’è parecchio verde e un sacco di piscine con o senza idromassaggio. La domanda che viene da farsi è : “perchè ci sono così tante piscine se c’è pure la spiaggia ?” . La risposta è elementare : La spiaggia fa cagare. Non voglio dire che ci sia l’acqua sporca ma è sicuramente la spiaggia più brutta di tutta la Grecia.

Gli alloggi: Onesti e senza fronzoli, televisioncina a tubo catodico allo stesso livello dei piedi quando sei disteso, aria condizionata che nel mio caso si è messa a funzionare 2 giorni prima della partenza.

Il personale : I discendenti dei Pelasgi non erano ben rappresentati nella settimana in cui sono stato lì. Svogliati, corrucciati, un po’ scontrosi Non parlano italiano, male l’inglese e, strano a dirsi, sono ben ferrati in tedesco !.

I tedeschi: Dappertutto, rigorosissimi e puntuali, i tedeschi sono i veri dominatori del villaggio (questo spiega la padronanza della loro lingua da parte del personale), abituati alla loro cucina nazionale trovano ottima qualsiasi porcheria venga loro propinata dai cuochi del villaggio, la loro presenza e le loro scarse esigenze qualitative alimentari, fanno si che tutto il livello del cibo sia drammaticamente abbassato, così come la varietà.

I russi: Hanno da tempo preso il posto degli italiani nei villaggi, in termini di chiasso, maleducazione, arroganza e totale mancanza di appeal. Numericamente sono la seconda etnia presente al Nana Beach e sentire le loro voci anche quando sei sott’acqua ti cala immediatamente nell’atmosfera del film Caccia a Ottobre rosso. Arricchiti in fretta, e in modi non sempre cristallini, alcuni di loro anche se padri di famiglia conservano quello sgradevole atteggiamento da “uomo della strada che fa quel cazzo che vuole” comportandosi ora da pappone, ora da mafioso, ora da amicone e facendolo per lo più da ubriaco. Parlano solo ed esclusivamente la loro lingua e lo fanno a voce altissima. La voglia di fracassare sulla testa di alcuni di loro una bottiglia di Rhum è stata sedata soltanto dal più puro istinto di conservazione, poichè sono tutti davvero enormi..

La gnocca: Non pervenuta. Ergo : se qualcuno pensa di andarci da solo a fare il provolone, a mio avviso torna con le pive nel sacco.

L’animazione : Lo sparuto gruppo di animatori italiani aveva qualche freccia al proprio arco ma si doveva confrontare con il gruppo di animazione “residente” cioè quello tedesco. Il risultato erano gag mute o , nella migliore delle ipotesi, brevi interventi parlati che dovevano essere tradotti in quattro lingue : agonia!!. Come vuole la tradizione il capo animatore italiano era di Napoli e l’aiuto capo animatore pure !. Se ai loro occhi noi turisti rientriamo tutti in un clichèt e in una tipologia a loro ben nota, ai miei l’animatore “classico napoletano simpatico svaccato” suona visto e stravisto come “Natale in casa Cupiello“.

Se hai bambini : Se tuo figlio parla fluentemente tedesco, bielorusso, polacco, rumeno o greco probabilmente si divertirà come un pazzo e socializzerà abbattendo le mille frontiere linguistiche e culturali che dividono i popoli e contribuirà in modo decisivo alla pace nel mondo. Diversamente farà come il mio che in più d’una occasione è venuto a dirmi : “..Papà !, io ci parlo ma questi bambini non capiscono niente !!”.

Conclusione: A fronte di un costo in agenzia (tasse incluse) non esattamente economico, il soggiorno al Nana Beach si è rivelato nel mio caso insoddisfacente e ampiamente al di sotto delle aspettative. Traducendo in soldoni aggiungo che con soli 300 Eurini in più avrei probabilmente fatto meglio a ritornare a Santo Domingo..


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Una blogger alla settimana : grazie a tutte le nostre dive

Chiude la rubrica “Una Blogger alla settimana” , almeno fino a dopo l’estate. Naturalmente provo già la mancanza di questo appuntamento (trisettimanale) che mi ha dato modo di approfondire la conoscenza di donne blogger assolutamente affascinanti, creative e divertenti. Da ora però vorrei iniziare a chiamare tutte loro : “scrittrici social“, mi sembra molto più adeguato al lavoro di comunicazione che tutte quante (anche quelle non citate nelle interviste) stanno facendo.

Da tutte le interviste fatte credo che esca il profilo di una giovane donna determinata, ironica e assolutamente ricca di sense of humor, e questo era un po’ lo spirito che muoveva la mia piccola iniziativa.

Grazie di cuore a tutte le mie pregevolissime ospiti che hanno trovato il tempo per rispondere alle mie domande nonostante i mille impegni delle loro caotiche, incasinate, serene, piacevoli, stressanti vite.

Grazie a tutte quelle che ho rincorso ma che per mille motivi e “controtempi” non sono riuscite a partecipare.

Qui trovate un riassunto delle “scrittrici social” intervistate fino ad oggi, cliccando sull’immagine potrete leggere l’intervista corrispondente.

Nome del blog: Clarita

indirizzo web: http://www.clarita.it

Nome del blog: perlinavichinga - un vincitore è solo un sognatore che non si è arreso

indirizzo web :

http://www.perlinavichinga.com

Nome del blog: A Chiare Lettere

indirizzo web: http://www.achiarelettere.com/

Nome del blog: DElyMyth - /dev/null

indirizzo web : http://www.delymyth.net

Nome del blog: Spora von Paris, une blonde pas comme les autres

indirizzo web: sporealvento.splinder.com

Nome del blog: Catepol 3.0

indirizzo web: http://www.catepol.net

Nome del blog: Nella mutanda di Miranda

indirizzo web: http://nellamutandadimiranda.blogspot.com/

Nome del blog: marina remi weblog

indirizzo web http://www.marinaremi.com/diario

Nome del blog: Tipi d’aMare

indirizzo web: www.tremaredamore.it

Nome del blog: Malafemmena

indirizzo web: www.dottoressadania.it

Nome del blog: RELAZIONI IN RETE

indirizzo web: http://lally86.wordpress.com/

Nome del blog: Alianorah, l’altra gallina.

indirizzo web : http://alianorah.wordpress.com

Nome del blog: Ninna till the end

indirizzo web: http://www.ninna.it

Nome del blog: Blimunda

indirizzo web www.blimunda.net

Nome del blog: Il Vaso di Pandora

indirizzo web http://www.tisbe.splinder.com/

Nome del blog: Placida Signora

indirizzo web : www.placidasignora.com

Nome del blog: Marileda Maggi - weblog

indirizzo web www.mariledamaggi.it

Nome del blog: Estering

indirizzo web : http://blogs.dotnethell.it/ester

Nome del blog: Dovevo nascere artigiano…

indirizzo web: http://vangaet


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Frizzo of the year

Hai la misura di quanto una tua iniziativa sia seguita e popolare quando inizi a trovare in giro delle scopiazzature o, ancora meglio, tu stesso diventi oggetto di goliardica citazione diretta..

E’ quello che è successo al simpatico blogger (ora Mac user) Samuele Silva con la sua stimolante rubrica “Frizza of the week” ora in versione “Samu solo per signore” , pitonato e pubico fino al limite della decenza.

via Automatic Blogstar


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Signò, tu tranquilo, tu fida, casa ok, fuoco domato tranquilli

Signò,

Volevo diri che tu non deve preocupa che tutto casa ordinata.
Pattume spam svoto io, e persone tratta bene io.

Non tu preoccupare per quadrò de zia.
Fuoco bruciato solo cornice ma tappeto no salvo.

Rubinetto perso qualche goccia ma io sistemato e cane no affogato.

Venrdì non possi venire, mando mi cugino che lui bravo.
Lui stiri tuo camicie.

Io ora saluta, Signò.

Masquesansarytha.


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Stranotiziario :-)


Dieta liquida

In Germania è stato lanciato un gadget molto utile per gli amanti della birra. Si tratta di una finta pancia che si alaccia al corpo come una cintura. Questa sorta di “borraccia anatomica” consente di avere sempre a disposizione quasi due litri e mezzo di bevanda. Come si fa a bere? Semplicissimo: si usa una lunga cannuccia collegata al contenitore-marsupio. Per le signore che amano il vino, invece, è disponibile un meccanismo simile sottoforma di reggiseno. Altro che silicone!

Dolci sorprese

Quando si pensa al Natale, viene sempre in mente la storica divisione fra chi ama il panettone e chi preferisce il pandoro. I veri puristi del panettone, però, da sempre storcono il naso davanti a tutte le nuove versioni del classico dolce: con cioccolato, con crema, gran marnier o addirittura con marron glacée. Ebbene: il prossimo 25 dicembre arriverà sulle tavole italiane il panettone al cappero. Cappero che ricetta!

Amore e denaro

Vi piace l’idea di mettere da parte un bel gruzzoletto e, magari, intrattenere una piacevole relazione? Non vi sto suggerendo il mestiere più antico del mondo, ma vi sto segnalando un gadget che potreste procurarvi in Giappone. Si tratta di “Ikemenbank” (non so se si pronuncia così, ma significa “bell’uomo salvadanaio”. È un maialino elettronico a forma di cuore con uno schermo lcd che vi permette di avere una relazione virtuale con un personaggio animato, mentre la pila di monetine aumenta. Il fidanzamento finisce quando arrivate a mettere da parte 100 monete da 500 yen. E’ proprio vero che i soldi non fanno la felicita!

Nulla è perduto

Un veterano della seconda guerra mondiale ha ritrovato il suo orologio da polso perduto a Gibilterra nel 1941 durante un’operazione militare. Il luogotenente della marina militare britannica Teddy Bacon perse il suo Bulova mentre gettava a terra una cima per attraccare in porto. L’orologio d’oro cadde in mare e scomparve. Teddy lasciò nome e indirizzo alla capitaneria di porto nel caso qualcuno lo ritrovasse. Che ci crediate o meno: qualche giorno fa, l’orologio è tornato a casa perfettamente funzionante. Il figlio di Teddy ha commentato: “Mio padre diceva che nulla è davvero perduto, se non sei sicuro che abbia lasciato il pianeta”.

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Amazzonia

Quando leggerai questo post io sarò nel cuore della foresta amazzonica, a Manaus, la mitica città di un milione e mezzo di abitanti completamente circondata dal mato che visse l’epopea della gomma alla fine dell’800. Era l’unico luogo dove si produceva il prezioso elemento indispensabile per le ruote delle auto. Il centro della città testimonia con un sontuoso teatro dell’Opera la ricchezza della città negli anni d’oro. L’Amazzonia occupa solo il 7% della superficie del globo ma ospita più del 50% della biodiversità mondiale. La foresta pluviale, con laghi e fiumi è grande 5 volte la Francia ed è il più grande regolatore del clima sul pianeta. Il 16% di tutta l’acqua dolce della Terra è lì. La foresta “si pappa” ogni anno 150.000 tonnellate di anidride carbonica e da un aiuto fondamentale all’equilibrio climatico.

Da Manaus via fiume raggiungerò Parintins, un paesone di 20.000 anime sul Rio delle Amazzoni dove l'ultima domenica di giugno si festeggia il Boi Bumbar. Si tratta di una leggenda amazzonica con protagonista il bue. Nell'economia contadina il bue è un bene prezioso, il trattore che permette i lavori agricoli. Nella festa del Bue due fazioni si sfidano a colpi di balli e coreografie. Negli ultimi anni è risultata vincitrice la compagine del bue GARANTIDO, il bue del cuore (colore sociale il rosso) calmo e affidabile. Gli avversari sono quelli del bue CAPRICHOSO, nervoso e infido (colore azzurro).

La festa si svolge per tre giorni nel Bumbodromo di Parintins ed è in pratica un carnevale di Rio a soggetto equatoriale. Una festa magnifica. L'opportunità è offerta dall'Embratur, l'Ente del turismo brasiliano, a 6 giornalisti internazionali, tra i quali un solo italiano... Indovina chi. Dopo Parintins il programma prevede escursioni e pernottamenti nella foresta vergine intorno a Manaus. Percorrerò in canoa i piccoli fiumi che si addentrano nella giungla alla ricerca della flora e della fauna tipiche dell’Amazzonia. Conto di ritornare con un bel carico di immagini girate in Dvcam. O forse conto di non ritornare affatto…

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Gioca che ti passa!

Ormai è scientificamente provato!

Alcuni giochi fanno bene al cervello. In rete stanno nascendo molti siti con passatempo studiati per divertire ma anche per allenare la mente e, in questo modo, rallentare l’invecchiamento delle nostre cellule cerebrali.

Se volete provare, vi segnaliamo due siti in lingua inglese ma abbastanza intuitivi: www.fitbrains.com e www.luminosity.com.

Buon divertimento!

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Meteorismi (Cretesi e cretinetti)

La camera al piano inferiore del ristorante principale del villaggio mal si concilia con la mia idea di vacanza relax. E’ incredibile il numero di persone che per alzarsi dalla sedia invece di spostarla con le mani la faccia scivolare indietro usando solo il culo..

 


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Grandandgolo: ULTIMO VINCITORE

L'ultimo vincitore di Grandangolo è STEFANIA LOCASTRO

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Nevada & Arizona by Harley

Max Terracina è un amico e collega giornalista. Ogni tanto ci sentiamo e chiacchieriamo di viaggi in Buenas Noches, dalle 2 alle 5 del mattino. Stanotte mi ha raccontato della sua escapade in Harley tra Nevada ed Arizona il mese scorso. Ecco qualche immagine per aiutarci a colorare il suo racconto di questo viaggio a due ruote.

ascolta

Tre amici, due "Heritage" e una "Fat Boy", 48 ore fra un viaggio di affari e una fiera di turismo ed il gioco è fatto. Ci diamo appuntamento alle 9 di mattina all'Eaglerider di Las Vegas, poi via verso la libertà della Route 66, un simbolo per chi la libertà ce l'ha dentro.
Stefano, Mauro e Max, pronti all'avventura. Due bikers veri, loro, e uno scooterista che l'ultima moto l'ha avuta 20 anni fa....ma si può rinunciare ad "Easy Rider"?
Certo che no e così via si parte verso il sole dell'Arizona (come se a Las Vegas fosse fresco....). La strada si snocciola e lo specchietto retrovisore dà un'immagine di realtà impagabile, ma attenzione: gli oggetti sono più vicini di quanto pare....

Stefano e Mauro corrono....scendiamo verso Lake Havasu, 200 miglia in tutto dista la nostra meta. Siamo in Arizona non c'è l'obbligo del casco e questo è bellissimo, anche se un po' incosciente. Arriviamo a un punto di sosta, altri bikers e un road runner, vero...
Allora Beep Beep esiste. Di Willy il Coyote, nessuna notizia...

Dopo la "I93" south e la "I40" eccoci a Kingsman, vera america...pronti a intercettare la "Route 66". Stiamo percorrendo la leggenda, dritta, nel deserto del Mojave, all'intorno arbusti e caldo notevole. Eccola la regina delle strade, la Route 66. In realtà come tante altre, forse messa peggio perchè poco percorsa a vantaggio delle nuove interstate o highway.

Si svalica Stigreaves, 113 metri

“God shed his grace on thee
And crown thy good with brotherhood
From sea to shining sea!”

Di ritorno a Las Vegas, la vecchia Fremont street...la proto Strip... quella del Golden Nugget, Godel Goose, di Sinatra, Dean Martin, Sammy Davis Jr.

e la nuova Strip, Las Vegas boulevard south con tutti gli alberghi che imitano l'Europa e soprattutto l'Italia con un innato e inimitabile senso del kitch!
Il Venetian...con tanto di gondole e tutti gli altri....Caesar's Palace, Bellagio, Palazo, Paris,.....
Un viaggio DA RIFARE! al più presto.
Max

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Vado e torno

Ottimizzazione è la parola d’ordine di questa imminente vacanza.

Basta con la valigia piena di pantaloni che non metterò , basta con le inutili stilose camiciole da riportare a casa stropicciate e inutilizzate. Sono addirittura riuscito a convincere mio figlio a non infilare in valigia l’intero villaggio dei Gormiti e ciò ha eliminato sicuri problemi di overweight all’imbarco.

Superare l’estate scorsa la mia atavica riluttanza nei confronti delle infradito ha oltremodo ridotto la dotazione di calzari che porterò con me. Insomma : ho scelto il minimalismo e una dotazione vacanziera funzionale ridotta all’osso. Spero di poter dire lo stesso per il bagaglio della mia compagna, anche se stasera in conversazione webcam ho notato alle sue spalle un inquietante ciclopico valigione che attendeva solo di essere riempito di ogni frivolezza ed accessorio femminile indispensabile in queste occasioni.

Una settimana in cui sarò papà a tempo pieno, e questo francamente mi piace molto, in compagnia di un ragazzino fantastico e di una donna deliziosa. Non potrei chiedere di più,  sono un uomo fortunato..

Fate i bravi mentre sono via..


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Ignudi fra i nudisti


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Evviva i bastardi

La cattiveria paga, almeno con le donne. Secondo uno studio condotto da ricercatori internazionali guidati dallo scienziato Peter Jonason, della «Mexico State University» di Las Crucis e ripreso dal settimanale New Scientist sarebbero proprio gli uomini «cattivi» ad attrarre il maggior numero di donne. Il motivo? Una triade di caratteristiche psicologiche negative come il narcisismo ossessivo, l’alta impulsività e l’abilità nell’essere manipolatori e machiavellici renderebbe gli uomini stile James Bond fortemente affascinanti tanto che anche le donne più belle non riuscirebbero a resistere .

via Corriere.it

Nessuna novità quindi, anche perchè sono in molti a teorizzare una indiscutibile efficacia dell’atteggiamento inaffidabile, gaudente, scostante e manipolatore. Già, perchè l’omino giudizioso, premurosissimo, fedele, e devoto è, diciamolo, di una noia mortale.

Il classico migliore amico della donna, al quale lei confida ogni sua segreta pulsione, ogni infatuazione e ogni segreta malizia, quando diventa “compagno” e partner, è una rottura di coglioni epica.

Il bastardo invece fa leva su alcuni semplici ma efficaci meccanismi che però funzionano nella maggioranza dei casi, in questo il gentil sesso sembra essere abbastanza prevedibile e forse un po’ meno preparato di quanto voglia far credere a noi maschietti.. Chiamiamola sindrome della crocerossina, voglia di confronto con le altre sgallettate che gli ronzano intorno, autoaffermazione sessuale, o semplicemente voglia di essere rapace, ma il bastardo ha sempre il suo bel perchè.

Insomma: Probabilmente agli occhi di Lei  vale molto di più una rosa strappata a mani nude e donata con rudezza dall’uomo bastardo, che una pochette di Prada acquistata grazie a una plasticata Visa dall’uomo affidabile e mollaccione.

Va da sè che se il bastardo in oggetto è anche dotato di corpulenta Visa l’effetto scenografico vale doppio..

Ditemi la vostra..


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Reiterazioni

Ok, mi sembra che il messaggio di Blogbabel sia arrivato..

Ora però non è il caso di cambiare homepage ?


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Assenteismi

Lasciare il proprio blog in mano a un amico è a volte l’unica soluzione possibile. Questo non significa che la decisione non sia dolorosa nè che l’incaricato non si debba subire una serie di raccomandazioni di importanza fondamentale.

  • Rick   :  aoooo!!!!
  • Rick   :  allora:
  • Rick   :  ho creato il tuo account su PocaCola
  • Rick   :  role: admin
  • Rick   :  mi raccomando !!!!!
  • Masque  :  anarchia :D
  • Rick   :  non toccare un cazzo
  • Rick   :  modera solo
  • Rick   :  se c’è qualcuno che scrive porcate, cassalo !
  • Rick   :  non lo pubblicare
  • Rick   :  e così via..
  • Masque  :  ooooook
  • Rick   :  se ti va di fare dei post: accomodati
  • Masque  :  faccio una una prova
  • Rick   :  (y)
  • Masque  :  ok.. ho dato un occhio..
  • Rick   :  funziona insomma?
  • Masque  :  Abbi fede.. sei in buone mani..
  • Rick   :  e ogni tanto magari svuota
  • Rick   :  il sacchetto dello spam !
  • Rick   :  non fumare nella dashboard !
  • Rick   :  e spegni le luci quando esci
  • Masque  :  il bagno lo pulisce la colf?
  • Rick   :  si, ma abbassa l’asse quando hai pisciato
  • Masque  :  ok, mi lasci qualcosa nel freezer?
  • Rick   :  no : arrangiati, non sono mica qui a mantenerti !
  • Masque  :  posso portarci la mia ragazza a casa?
  • Rick   :  si, però non voglio trovare spruzzetti sui plugin

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A food experience

Un’esperienza squisita, di alta gastronomia creativa. C'è da dire che io sono una buona forchetta ma un po’ scettico davanti agli esperimenti di Nouvelle Cusine alla Paul Bocuse. Oggi gli chef sono giovani, sulla trentina, belli e magri, eleganti nelle loro bluse personalizzate con il nome ricamato all’altezza del cuore, mediatici con i loro sorrisi perfetti e i discorsi concisi, da grandi comunicatori. Ne ho incontrati una dozzina lunedì sera per Collections, l’evento di Enzo Cardarelli. Anticipando le rispettive nazionali di calcio, cuochi italiani e francesi di sono sfidati in tre occasioni diverse:
domenica sera cena “Remixology” al Vista Palace
Petit dejeuner il lunedì mattina, sempre al Vista.
E cena “Nature pure” al Monte Carlo Bay resort, nel ristorante Blue Bay.

Il Signore delle Pentole lì è Marcel Ravin (nella foto sotto), giovane chef della Guadaloupe, bello come Harry Bellafonte e simpatico come un animatore di villaggio vacanze. Per la sfida ha aperto la sua cucina, che si prestava all’occasione perché è a vista, il pubblico può osservare la brigade de cuisine all’opera. E veder tutti questi chef insieme, al lavoro ciascuno sul suo piatto, assaggiando quelli degli altri, scherzando e dandosi dei consigli a vicenda è stato uno spettacolo! Una concezione ludica della cucina, finalmente. Si ride e si scherza e si crea. Perché cucinare è pura alchimia: si prendono delle materie prime che hanno un determinato sapore, si aggiunge energia, cioè il calore, e si crea un amalgama che ha tutti i sapori insieme, oppure un sapore completamente diverso. Questo a secondo delle differenti scuole di pensiero.

Ci sono i Paladini del Gusto, quelli che esaltano i sapori, i Paesaggisti che privilegiano la bellezza così come i sapori, e gli Integralisti della Materia Prima secondo i quali “in principio furono i prodotti”.
Collections per me è stata un’esperienza gastronomica unica ed irripetibile, perché non potrò mai andare in tutti i ristoranti nei quali officiano gli chef che ho conosciuto. Ho parlato con tutti durante l’aperitivo sulla terrazza del Monte Carlo bay. Il barman in cravatta verde mela era Ivan Stankovic, che mi ha guardato in faccia e mi ha proposto un Cosmopolitan. Ha indovinato, cocktail eccellente, nella variante Stankovic con drop di limoncello alla fine. Ho ritrovato Fabio Barbaglini, lo chef de La Gallina di Monterotondo di Gavi, a Villa Sparina. Ho incontrato il panettiere sciamano Alex Croquet, che ha le sue teorie affascinanti sulle farine e sulle acque da utilizzare e sul simbolismo dell’impastare il pane. E ho sentito invece la filosofia del pasticciere campano Pasquale Marigliano, che cerca l’innovazione ma si affida saggiamente alla tradizione, perché “se si è sempre fatto in un certo modo il motivo c’è”.

Ma veniamo alla sfida di lunedì, in lizza 4 chef italiani e 4 francesi. Coi francesi giocava Marcel Ravin, che era come quello che porta il pallone perché la cucina era la sua. Chi ha vinto? Tutti quelli come me che hanno avuto la fortuna di sedersi a tavola per gustare le 23 portate più svariati dessert. Io ho assaggiato tutto ma vi rassicuro: erano porzioni da assaggio, qualche boccone di delicata e suprema delizia.

Ecco la cronaca.
Si è cominciato con degli stuzzichini in terrazza e lì è stato Pino Cuttaia, siciliano come Gattuso, ad andare a segno con il suo Cannolo di Melanzana da urlo (Foto sopra). Nella squadra francese giocava anche un oriundo di origine italiana ma argentino: Mauro Colagreco, un fuoriclasse che ha orto e ristorante sopra Mentone, al Mirazur. La moglie mi spiegava che le verdure le coltivano loro stessi. E infatti la sua entrèe Maquereaux-gambas blanches (foto sotto), fatta di fiori e profumi del giardino con rotelle di pesce crudo e gamberoni vale un bel goal. Bravo Mauro.

Ancora la Francia in avanti con Alexandre Bourdas e i suoi piselli annegati in una mousse di suga d’arrosto al limone, con cacao e coriandro. Ma è Stefano Baiocco che pareggia con il riso carnaroli mantecato alla parmigiana e spalla di coniglio in salmì e sue cervella brasate. Ah, la sicurezza che offrono i piatti forti della buona cucina italiana! Con un risotto non si sbaglia mai.
Arrivati alle carni, replicano i francesi con il padrone di casa Marcel Ravin, chef travolgente, che mi ha impressionato con il suo maialino da latte, funghi, mandorle e un tubetto di pomata di kumquat (quelle piccole arance orientali). Il tubetto bianco era infilato nel pezzo di carne e bisognava spremerlo. Sentori caraibici tutt’intorno.(nelle foto qui sotto)

Poi va a segno Roth, il cuocone olandese prestato ai francesi, con un eccellente uovo in camicia, punte di asparagi bianchi e morilles, i funghi usatissimi in Francia, quelli che noi chiamiamo spugnole. Siamo un po’ in crisi, noi italiani, ma ci pensa il vulcanico Rocco Iannone a far esplodere i sapori mediterranei con la sua cocotte di pomodorini e basilico con caciocavallo. Una ricettina semplice semplice ma che ha l’effetto di un uppercut al palato: ti stende e ti lascia lì, in estasi. Rocco è un khomeinista del prodotto: se metti insieme cose eccellenti avrai un risultato sublime. Semplice no?

E’ a questo punto della sfida che la classe italiana si rivela vincente, perché è il momento del Paesaggista, l’asso nella manica: Stefano baiocco, l’alchimista delle erbe. Propone “una semplice insalata” (foto sopra). C’è scritto proprio così sul menu. Non c’è condimento, è una manciata di erbette e fiori vari che costituiscono un sublime insieme di sapori. Attenzione, è il momento dell’allungo italiano perché da Modena arriva Stefano Bottura e chiude la partita con “Orto”, un capolavoro dolce su lastra di ardesia che stupisce (nella foto in basso). Da qui in avanti si era ai dessert e il punteggio me lo sono scordato. Ero in una sorta di estasi culinaria e di galleggiamento etilico dovuto ai buoni vini del Roussillon del Domaine de Cazanove.
Per me il pareggio ci stava tutto, a vincere è stato il Gusto. Le mie papille sentitamente ringraziano.

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Una blogger alla settimana : Dovevo nascere artigiano (Vanga e tacchi)

Nome del blog: Dovevo nascere artigiano…
indirizzo web: http://vangaetacchi.splinder.com
Nick: Elisola Di Marte
Nome reale: Marte ovviamente
Data creazione del blog: 1° Aprile 2007

Una blogger alla settimana : Dovevo nascere artigiano (Vanga e tacchi)

Il blog di Elisola rappresenta a mio modestissimo parere una sublime sintesi tra cazzeggio, snobismo, autocelebrazione e umorismo. Lo leggo da poco ma trovo che ogni post della simpatica “vanga e tacchi” sia un piccolo regalo che ti cambia il sapore della prossima mezz’ora, e i blog servono anche a questo.

Divide la sua casa con un quadrupede che risponde al nome di “Canepirla” e credo che possa essere geolocalizzata in terra iberica. L’aspetto che trovo assolutamente devastante è che il suddetto Canepirla ha un suo account Twitter scritto, come si conviene, in terza persona attraverso il quale ci rende partecipe dei suoi pensieri canini :

  • Stanotte si è vendicata per gli esperimenti della padrona facendo la cacca in cucina. 10:21 AM May 16, 2008
  • Mangia la sua padrona. 06:27 PM May 15, 2008
  • La sua padrona la libera dal bagno, quella zoccola. 06:16 PM May 15, 2008

Se a questo già inquietante quadro aggiungiamo le foto che la nostra Elisola mi ha mandato a corredo del proprio profilo ci rendiamo conto di avere a che fare con una di quelle che persone per le quali la clonazione potrebbe essere una pratica accettabile.

1. Qual è per te l’aspetto gratificante di avere un “diario online” e quanto conta l’esibizionismo?
E’ stimolante, cerco di tirare fuori i lati migliori di me, a quel che dicono ironia, tanta chiacchiera e poca sostanza per rendere la vita più leggera. Poi mi piace sperimentare, gioco coi colori, con le immagini e con le parole, ma questi sono particolari che interessano solo a me. L’esibizionismo è direttamente proporzionale alla mia autostima e inversamente proporzionale alla mia ovulazione.

2. Il più bel complimento che ti hanno fatto come donna e il più bel complimento come blogger.
Come donna: “tu non sei una donna come tutte le altre: tu sembri un uomo!” e me l’ha detto il mio uomo mentre cercava di spiegarmi che è contento del fatto che io non rompo. Però forse ultimamente sono stata abbastanza brava da conincerlo del contrario.
Come blogger: “Se fossimo vicini di casa vi vorrei a cena tutte le sere!” e ““È meraviglioso quando è un cane a procurarci certe sensazioni” è appena stata eletta Frase dell’anno 2007. Complimenti anche per le lettere maiuscole accentate. Ti stimo.”
3. Cinque blog che secondo il tuo giudizio sono assolutamente da leggere e perché.
Leggo tutti i blog che ho nei link (random, sennò la mia vita sociale sai com’è) e stringerei la mano ad ognuno dei blogger che li scrive.

4. Sei in spiaggia con il tuo compagno : arriva una gnoccona stratosferica che si mette a prendere il sole in topless un metro davanti a voi, qual è il tuo atteggiamento ?
Per “gnoccona stratosferica” intendi grossa? Se mi fa ombra dal sole mi sposto. In vacanza trovo più facilmente le soluzioni ai “grossi” problemi di tutti i giorni.

5. Come gestisci i corteggiatori / fans che tramite i commenti sul tuo blog cercano un contatto più “concreto” ?
Non ce ne sono, sarà perché è abbastanza chiaro che ho un uomo, che sono soddisfatta, che non sono un figone da copertina, che rutto e mi depilo solo nei mesi dispari. Però mi stai facendo venire il dubbio che forse il mio sex appeal non traspare bene dal browser, quando ho tempo ritocco il template.

6. Hai appena fatto l’amore e ti alzi per prendere una sigaretta o un succo di frutta. Passando davanti al computer (che mostra sullo schermo la dashboard di Wordpress) , noti che c’è un commento in attesa di moderazione o un nuovo link in ingresso.. Che fai ?
Non modero i commenti, non uso wordpress, non so cos’è la dashboard. Di tutte quelle cose lì che hai detto faccio giusto l’amore, ma solo quando piove, infatti in questo periodo non mi posso lamentare. In generale col blog ci gioco quando non ho di meglio da fare.

7. L’abbigliamento maschile che proprio non sopporti.
Il pantalone o jeans con l’acqua in casa, quello che non arriva a coprire la caviglia. E lo slippino al mare anche se mi regala grandi momenti di ilarità quando trovo un uomo che lo indossa con disinvoltura.

8. Il fatto di avere un blog ha cambiato la tua vita in qualche modo ? Se si, come ?
Si. Ora ho l’impressione che se proprio tutto dovesse andare davvero male posso trovare qualcuno cui interessa chiedermi come sto anche senza avermi proprio conosciuta. Ho stretto qualche amicizia formato monitor.

9. Tigre, gatta o marmotta : descriviti
Marmotta al 60%: risparmio un sacco, ho un buon senso organizzativo, mi piace mettere a posto le cose, sono pratica e direi anche maneggevole. Gatta al 30%: ho un debole per i rapporti umani, dipendo tanto dall’affetto degli amici e delle persone che mi piacciono. Tigre al 10%: non mi piacciono i reggiseni, odio il pizzo, i perizomi sono una punizione che non comprendo. L’unico strumento di aggressione che ho sono gli occhi. La parola me la sono giocata con la dislessia.

10. Cosa ti regala un momento di serenità ?
Fare l’amore, mangiare, guardare tutte le serie complete del telefilm a cui mi affeziono in quel periodo, stare con gli amici, il sole, il caldo, togliermi i peli superflui con le pinzette, fare tardi la sera sapendo che il giorno dopo non mi devo svegliare troppo presto.

Ciao Elisola e grazie dell’intervista.


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